Terminator 2, il giorno del giudizio

Terminator 2 – Il giorno del giudizio, recensione

Molto lo definiscono uno dei film più belli della storia. Sicuramente lo è limitatamente al genere fantascientifico. Terminator 2 è un capolavoro di inventiva, innovazione e caratterizzazione dei personaggi e chiunque lo vede non può che rimanerne affascinato.

Il primo Terminator di James Cameron del 1984 aveva sicuramente lasciato il segno. Con un budget relativamente limitato era riuscito a realizzare un film d’azione-fantascienza che aveva affascinato tutto il mondo e si era subito cominciato a parlare di seguito.

Cameron decise però che il seguito si sarebbe fatto solo nel momento in cui la tecnologia fosse stata in grado di portare sullo schermo quello che lui aveva immaginato, in particolare per quanto riguardava il T-1000. Dopo aver provato alcune cose con the Abyss nel 1989 finalmente si poté mettere al lavoro e gli effetti digitali di Terminator 2, con l’effetto metallico del T-1000, lasciarono a bocca aperta tutti quanti.

Il Giorno del Giudizio è solo rimandato

La storia si svolge diversi anni dopo gli eventi del primo Terminator. Sarah Connor ha passato il tempo ad addestrare John, concepito nella notte di passione con Kyle Reese, per prepararlo a diventare il leader della resistenza contro le macchine, ma la sua paranoia la hanno portata a compiere anche veri a propri atti di terrorismo, motivo per cui è stata rinchiusa in un manicomio e già affidato ad una famiglia normale.

Skynet però non si è ancora data per vinta e invia nel 1992 un nuovo terminator, un T-1000, allo scopo di uccidere proprio John Connor. Lo stesso John del futuro invia un T-800 modello 101 catturato e riprogrammato per proteggere sé stesso. Le due macchine convergono su John e da lì inizia una lunga fuga che porterà i protagonisti a liberare Sarah dal manicomio fino allo scontro finale col T-1000.

La linea temporale in cui si svolgono i fatti è diversa da quella del primo film. Infatti in questa realtà sono stati i resti del primo Terminator ad essere stati retroingegnerizzati dalla Cyberdyne per poi utilizzare le conoscenze acquisite nella costruzione di macchine da guerra che hanno portato alla genesi di Skynet. Quindi, nel tentativo di scongiurare il giorno del giudizio, gli eroi recupereranno anche quei pezzi con l’intento di distruggerli.

Nella commovente scena finale il T-800 si farà calare nell’acciaio fuso per distruggere i rottami del primo Terminator e sé stesso.

Terminator 2 è spettacolare

Trama, personaggi, effetti visivi, in Terminator 2 c’è tutto il meglio che si può desiderare.

La trama, oltre al discorso riguardante la necessità di impedire l’avverarsi il giorno del giudizio e impedire quindi che le macchine possano conquistare la Terra a discapito dell’umanità, riguarda molto anche il rapporto che si crea tra John, Sarah e il T-800.

Sarah, rimasta traumatizzata nel film precedente, ci metterà molto a fidarsi completamente della macchina venuta dal futuro passando attraverso uno spettro di emozioni. Inizialmente è panico, poi è diffidenza. Ad un certo punto però ad comincerà a vedere in maniera più oggettiva la situazione e anche per lei il T-800 sarà un compagno di viaggio su cui contare e infine un compagno d’armi con cui condividere il suo atteggiamento marziale e pratico.

John invece viene presentato fin dalle scene iniziali come estremamente appassionato di tecnica e avere a sua disposizione un cyborg è un regalo che sfrutta al massimo. In una scena tagliata il Terminator suggerisce a John come attivare la modalità di scrittura della memoria per poter apprendere nuove direttive. John sfrutterà questa nuova situazione per rendere la macchina più umana (non uccidere se non è necessario, sorridere e così via) permettendogli di instaurare un sorta di rapporto padre-figlio.

E poi c’è il T-800 che quasi subito ha una preferenza per le motociclette, l’abbigliamento da biker e le armi grosse. È una macchina per uccidere e vorrebbe farlo spensieratamente, anche se poi John gli impone un cambio di rotta. La recitazione legnosa e il corpo di Arnold Schwarzenegger sono ancora una volta perfetti per il personaggio che più di altri gli ha dato la grande notorietà

Come detto gli effetti visivi sono un’altra caratteristica peculiare del film. In particolare per realizzare la capacità di metamorfosi del T-1000 si è sfruttato tutto quello che la computergrafica era in grado di offrire all’epoca (Jurassic Park era di appena due anni prima). Il risultato è stato talmente impressionante che il T-1000 è diventato iconico, col suo atteggiamento taciturno, la sua determinazione artificiale e il suo corpo che si modifica a piacimento.

E poi le scene d’azione! Inseguimenti, salti dai cavalcavia con moto e camion, battaglie tra azoto liquido e acciaio fuso, tutto è estremo, ma allo stesso tempo realistico. Le sequenze appassionano e rendono Terminator 2 un film d’azione si caratura spaziale.

Terminator 2 se non l’avete visto rivedetelo. Possibilmente dopo aver visto il primo, ma non è proprio indispensabile. Noterete che tutto quello che è arrivato dopo in qualche modo è partito da qui.

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